Cerca nel blog

mercoledì 14 marzo 2012




UNA TESTIMONIANZA DI NINO, UN CHANNELER DI MESSINA, CHE HA RACCONTATO LA STORIA DI UNA DONNA DOTATA DI UNA PARTICOLARE SENSIBILITA'...



Da qualche tempo una mia amica fa sogni particolari e sente il bisogno di svegliarsi presto, giusto in tempo per vedere e fotografare tanti globi luminosi e ufo nel cielo sopra casa sua, alle pendici dell'Etna. Si tratta di una persona che da anni segue un percorso di crescita interiore e che quindi ha imparato ad interrogarsi su ciò che non sa spiegarsi, per cui mi ha chiesto un'apometria per saperne di più sul significato di tutto questo. E in particolare vorrebbe capire quale messaggio per lei hanno tutti questi avvistamenti. 
Questo è ciò che ho scritto e che per alcuni contenuti generali penso possa interessare tutti voi come spunto di riflessione. Buona lettura.
Nino

Non si tratta di alterazioni ottiche, ma di fenomeni reali. Ciò che vede nel cielo esiste ed a lei è data la possibilità di andare oltre le apparenze. La nostra presenza è continua e da tempo noi siamo vicini a voi, anche se non tutti hanno la stessa opportunità di rendersene conto. In questo periodo noi siamo più numerosi ed è per questo che gli avvistamenti sono più frequenti, servono anche ad abituare sempre più persone a pensare che esistono esseri provenienti da altri mondi. I nostri globi di luce, così appaiono alla vostra vista e sulle foto, sono proiezioni dei nostri pensieri, sono delle emanazioni elettromagnetiche che hanno una vita propria connessa con la nostra realtà. Sono viventi come voi e noi, ma per voi è difficile poter capire questo. Avete ancora bisogno di molto tempo perché possiate comprendere come la vera realtà non sia quella che appare solida ai vostri sensi fisici. La vera realtà è un flusso di energie che si compongono secondo le modalità della coscienza a cui sono collegate, più è elevata questa coscienza e maggiore è la complessità assunta da questi flussi.

Lei può avvertire la nostra presenza perché è molto sensibile ed il suo livello vibrazionale ha raggiunto i livelli più adatti per questo. La zona dove vive, a ridosso di un vulcano come l’Etna, è sempre stata per noi come un punto di riferimento per via del suo forte magnetismo dovuto alla presenza delle lave basaltiche, ricche di ferro e di minerali. Inoltre si trova su di una importante linea della griglia invisibile che permette ai nostri veicoli di muoversi nello spazio come lungo delle corsie preferenziali e noi siamo addetti al suo controllo ed alla sua manutenzione. Se le eruzioni del Vulcano non hanno causato sinora problemi alle persone, danni e distruzioni, lo si deve al nostro intervento perché c’è un contatto diretto fra noi e l’essere che è la montagna. Noi riusciamo a collaborare e così facendo impediamo che gli squilibri esistenti peggiorino la situazione.

Perché noi, che proveniamo da Andromeda, siamo qui per aiutare Gaia ed i suoi figli, non certo per continuare le guerre stellari che distrussero parte del vostro sistema solare molto tempo fa. Di quelle guerre ancora rimangono delle energie che hanno sovraccaricato il vostro pianeta e Gaia è da lungo tempo che ha iniziato un’opera di purificazione, dopo la caduta e lo sprofondamento di Atlantide. Un nuovo impulso a questa sua necessità di rinnovamento e pulizia è arrivato dopo l’avvento del Cristo ed oggi voi ne siete diventati i protagonisti. Dopo l’ultima guerra mondiale che col nucleare ha sovvertito l’ordine nel Cosmo, nonostante gli avvertimenti delle Gerarchie Cosmiche, il Creatore ha lasciato Gaia e noi liberi di intervenire per evitare altre catastrofi simili. E noi ci siamo limitati a sorvegliarvi senza interferire col vostro libero arbitrio, intervenendo solo quando i tentativi delle forze oscure, residuo delle guerre stellari, quelli di Orione, i Grigi ed i ribelli della Galassia, minacciavano nuovamente l’equilibrio cosmico con la loro attività distruttiva. Ora è arrivato il tempo stabilito e segnalato dai cicli astronomici, ben conosciuto ai saggi ed alle antiche popolazioni, perché la Terra ed i suoi abitanti facciano il salto quantico, detto anche Ascensione, per passare ad un livello di esperienza e di realtà superiore, lasciando così i limiti della terza dimensione per sperimentare la creatività senza più l’interferenza della mente inferiore.

Lei è una di noi, perché una sua parte vive qui, sulla nave madre Andromeda, e collabora e coopera con noi. E’ anche il nostro trait d’union con il territorio dove vive e noi per mezzo suo potremo esplicare meglio i nostri interventi al momento del bisogno. Ciò che per lei sono sogni confusi, di cui non sempre mantiene il ricordo vivido, per noi sono momenti di vita in comune durante i quali la istruiamo e la aiutiamo a integrare queste nuove e potenti energie nel suo corpo fisico al fine di prepararla adeguatamente al cambiamento ed alla novità. Nel cosiddetto sogno può sperimentare le abilità che acquisirete nella quarta e nella quinta dimensione, sviluppandole così armonicamente. Non c’è quindi d’aver paura se si ritrova in luoghi sconosciuti, con abiti e capacità differenti dallo stato di veglia. E’ il suo training ed ora comincia a ricordare sempre di più. Ma non è l’unica di cui noi ci stiamo prendendo cura, sono molti i terrestri seguiti da noi telepaticamente e che durante il sogno vivono esperienze analoghe. Il loro livello vibrazionale però non è ancora adeguato, la loro evoluzione necessita di più tempo, e quindi non ricordano per non avere la loro vita psichica turbata da fenomeni che non riescono a comprendere. Ma verrà anche per loro il momento giusto e questo anno 2012 consideratelo pure come propedeutico ad un lavoro futuro che vi porterà quella ricchezza e quel benessere che lo spirito vi ha sempre segnalato con la sua fiamma viva dentro di voi.

Le prove non sono certo finite ed i prossimi mesi saranno duri, tuttavia non disperate perché la nostra presenza è il testimone che vi siamo vicini e che stiamo lavorando con voi e per voi affinché coloro che sono già pronti possano varcare la soglia dell’Infinito.

















LA TEORIA DELLE STRINGHE




Ho trovato questo testo sintetico che spiega cos'è la Teoria delle Stringhe, materia di indagine di gran parte dei fisici moderni, che prevede, fra l'altro, l'esistenza di un numero di dimensioni molto superiore alle 3 a cui siamo abituati....

Buona lettura!


LA MADRE DI TUTTE LE TEORIE
  
    Albert Einstein dedicò gli ultimi trent’anni della sua vita alla ricerca della cosiddetta “teoria unificata del campo” ossia di quella teoria che avrebbe dovuto unificare le leggi della gravità e dell’elettromagnetismo in modo da consentire una descrizione unitaria dei fenomeni naturali. Il suo progetto fallì, ma in nessun caso avrebbe potuto andare a buon fine perché a quel tempo molte erano le lacune relative alla conoscenza del mondo fisico. Quando Einstein intraprese il suo tentativo di unificazione si conoscevano ad esempio solo tre particelle elementari (l’elettrone, il protone e il fotone) ed erano note due sole interazioni fondamentali (l’elettromagnetismo e la gravitazione).
    Attualmente le particelle elementari sono oltre cento: un numero perfino eccessivo rispetto a quello necessario a spiegare l’ordine cosmico tanto che quando venne individuato il muone, una particella simile all’elettrone ma 200 volte più pesante di esso, il premio Nobel Isaac Rabi accolse la nuova scoperta con un infastidito: “Chi l’ha ordinato questo?” Le forze fondamentali frattanto sono diventate quattro e la loro unificazione è divenuto l’obiettivo centrale della ricerca di fine secolo. I metodi di indagine che si adottano attualmente sono originali e sembra esserci un netto progresso in questo campo della ricerca anche se in realtà l’unificazione della gravitazione con le altre tre forze non è stata ancora realizzata. I fisici ritengono tuttavia di avere imboccato la strada giusta che porta alla formulazione di quell’unica teoria in grado di spiegare tutto quanto esiste nell’Universo. La nuova teoria sulla quale si sta lavorando si chiama delle superstringhe.
  
1. LA TEORIA DELLE SUPERSTRINGHE
     Come è noto, due sono i pilastri su cui si fonda la fisica moderna: la relatività generale fondata da Albert Einstein e la meccanica quantistica fondata da Max Planck. La prima svolge a meraviglia il compito di spiegare il comportamento degli oggetti di grandi dimensioni (stelle, galassie, ammassi di galassie, ecc.) presenti nell’Universo; la seconda ci permette di comprendere il mondo atomico e subatomico (molecole, atomi, elettroni, quark, ecc.). Queste due teorie, che hanno consentito un progresso straordinario della fisica dell’ultimo secolo, presentano tuttavia un difetto insuperabile: non sono fra loro compatibili.
    Di questa incompatibilità i fisici non hanno mai tenuto conto perché il campo di indagine delle due teorie è molto diverso e quando vi era la necessità di studiare gli oggetti piccoli e leggeri si faceva ricorso alla meccanica quantistica senza preoccuparsi di quello che afferma la relatività mentre, quando vi era la necessità di studiare oggetti grandi e pesanti, si utilizzavano le leggi della relatività generale senza interessarsi degli enunciati dell’altra teoria: non succedeva mai in passato che fosse indispensabile far ricorso ad entrambe le teorie simultaneamente. Ultimamente però le cose sono cambiate: i buchi neri ad esempio sono oggetti pesanti ma contemporaneamente molto piccoli e lo stesso Universo sarebbe emerso da una particella infinitamente piccola e insieme estremamente pesante e calda. Su questi oggetti servirebbe quindi l’applicazione contemporanea delle due teorie.
    Oggi, come abbiamo accennato, esiste una teoria detta delle superstringhe in grado di mettere d’accordo la meccanica quantistica e la relatività generale. Essa spiegherebbe il comportamento della materia, delle forze che tengono insieme gli oggetti materiali, e forse anche dello spazio e del tempo. Secondo questa teoria tutto ciò che esiste nell’Universo non sarebbe altro che la manifestazione di “energia vibratoria”. Cerchiamo di spiegare di cosa si tratta.
    La nuova teoria prese l’avvio nel 1968 da un’osservazione del fisico italiano Gabriele Veneziano, a quel tempo ricercatore presso il Cern di Ginevra. Egli stava analizzando una serie di dati sperimentali riguardanti la forza nucleare forte quando notò che una formula utilizzata per descrivere una classe di curve geometriche, la cosiddetta “funzione beta”, inventata 200 anni prima dal matematico svizzero Leonhard Euler (meglio noto con il nome latinizzato di Eulero), forniva un’utile sistemazione matematica dell’argomento che stava studiando.
    L’intuizione di Veneziano venne in seguito ampliata e si scoprì che se le particelle elementari venivano assimilate a fili vibranti (detti stringhe o corde, in inglese string) invece che ad enti puntiformi privi di struttura interna come suggeriva il cosiddetto Modello Standard (lo strumento concettuale che è stato utilizzato, nel corso del Novecento, per spiegare il comportamento delle particelle elementari) la funzione beta avrebbe descritto con altrettanta coerenza le interazioni fra particelle. 
    Le stringhe (non ci si lasci ingannare dal nome) sono fili infinitamente corti e sottili tanto che risulterebbero invisibili anche se venissero esaminati da strumenti miliardi di volte più potenti di quelli attualmente disponibili: sono lunghi un milionesimo di miliardesimo di miliardesimo di miliardesimo di centimetro (miliardi di miliardi di volte più piccoli di un nucleo atomico) e di spessore nullo. Si tratta di strutture le cui dimensioni sono vicine alla cosiddetta lunghezza di Planck (10-33 cm) la più piccola concepibile in fisica, ma che vengono tese con una forza incredibilmente grande: fino a 1039 tonnellate. Sarebbe proprio questa enorme tensione a determinare la frequenza di vibrazione: più essa è grande, maggiore è la massa della particella associata e di conseguenza maggiore è la forza di gravità che questa particella esercita sulle altre. Questo sarebbe l’indizio per il quale la teoria delle superstringhe collegherebbe la gravità descritta dalla relatività generale con la struttura delle particelle elementari descritta dalla meccanica quantistica.
    Vi è una sostanziale differenza fra le teorie della gravità di Newton e di Einstein e quella che scaturisce dalla teoria delle superstringhe. Con le loro teorie Newton ed Einstein spiegano semplicemente un fenomeno di cui già si aveva esperienza diretta; nel caso della teoria delle stringhe la gravità si trova invece direttamente incorporata nel suo nucleo teorico tanto che, anche qualora non ci fosse stata alcuna esperienza precedente di questa forza, essa sarebbe emersa come conseguenza della teoria stessa. In altri termini la teoria delle superstringhe prevede l’esistenza della gravità perché da essa emergono spontaneamente tutte e quattro le particelle mediatrici (o messaggere) delle interazioni fondamentali e la loro unificazione avviene in modo naturale.
    I modi di vibrazione di questi fili sottilissimi e cortissimi spesso chiusi ad anello generano tutte le particelle elementari che costituiscono il nostro Universo un po’ come una corda di violino più o meno tesa (ma mai applicando ad essa forze come quelle previste dalla teoria delle superstringhe!) genera un numero praticamente infinito di toni musicali. Il prefisso super fu aggiunto alla teoria delle stringhe quando si scoprì che la teoria stessa possedeva una supersimmetria, cioè quando ci si rese conto che ad ogni particella di materia corrispondeva una particella di forza e viceversa.
    Per capire di cosa si tratta si deve sapere che le particelle elementari si dividono in due grandi famiglie: “fermioni” (dal nome del fisico italiano Enrico Fermi) e “bosoni” (dal nome del fisico indiano Satyendra Bose). Della prima famiglia fanno parte le particelle di materia come elettroni e quark; della seconda le particelle mediatrici delle forze come fotoni e gravitoni. Ebbene, la supersimmetria afferma che ad ogni particella conosciuta ne corrisponde un’altra di aspetto sconosciuto ma di comportamento simile; a queste particelle, nonostante nessuno le abbia mai viste, è stato peraltro assegnato un nome: per esempio, simmetrica al fotone (la particella mediatrice della forza elettromagnetica) corrisponde il fotino (particella materiale); il partner simmetrico del quark (un fermione) è il bosone s-quark, e così via.
  
2. LA M-teoria
     La teoria delle superstringhe comprende ben cinque varianti denominate tipo I, tipo IIA, tipo IIB, eterotica O ed eterotica E, tutte teorie molto simili fra loro ma non identiche. Di simile hanno ad esempio il fatto che tutte quante necessitano di nove dimensioni dello spazio (oltre a quella temporale) entro cui poter agire e non solo delle tre di cui abbiamo percezione diretta. Di queste complessive dieci dimensioni sei sono invisibili, risultando strettamente accartocciate su sé stesse (con termine tecnico si dicono compattificate, un obbrobrio lessicale) perché “strangolate” dalle stringhe che si avvolgono intorno ad esse (come fossero elastici che stringono la camera d’aria di una bicicletta) impedendo loro di espandersi.
    L’aggiunta di dimensioni nascoste a quelle osservabili può apparire una cosa bizzarra e indimostrabile, ma in realtà si tratta di una buona ipotesi: non servono infatti osservazioni sperimentali a confermare un’ipotesi se questa può essere utile per fornire una chiara descrizione del mondo fisico. Qualcosa di simile era già successo in passato quando uno sconosciuto matematico polacco di nome Theodor Kaluza inviò ad Einstein un articolo in cui avanzava il convincimento che l’Universo avrebbe potuto avere una quarta dimensione spaziale oltre a quella temporale già inserita nella sua teoria della relatività. Kaluza notò che la presenza di una dimensione extra dava luogo ad una serie di equazioni aggiuntive a quelle indicate da Einstein che non erano altro che le equazioni formulate da Maxwell per descrivere la teoria elettromagnetica. In altre parole in uno spazio a cinque dimensioni si unificavano gravitazione ed elettricità.
    I cinque sottotipi della teoria delle superstringhe mostrano però anche alcune differenze sostanziali. Differiscono fra l’altro per il modo in cui incorporano la supersimmetria o per la forma delle stringhe: la teoria di tipo I ad esempio, a differenza delle altre, prevede la presenza anche di stringhe aperte, cioè con gli estremi liberi, oltre che di stringhe chiuse ad anello.
    Nel 1995 il fisico teorico Edward Witten scoprì che le cinque teorie di superstringa erano intimamente connesse l’una all’altra tanto da poter essere raggruppate in un unico schema concettuale a cui fu assegnato il nome di M-teoria, dove M starebbe per madre: quindi si tratterebbe della “madre di tutte le teorie”. Questa nuova scoperta potrebbe portare alla tanto agognata Teoria del Tutto (Toe, come la chiamano gli anglosassoni, Theory of everything) ma molte delle sue proprietà non sono state ancora comprese a fondo.
    La M-teoria esibisce alcune caratteristiche aggiuntive rispetto a quelle presenti nelle superstringhe. Innanzitutto essa postula che le dimensioni passino da dieci ad undici: alle nove dimensioni spaziali e a quella temporale presenti nelle teorie delle superstringhe se ne aggiunge quindi un’altra la cui presenza consente di portare a termine calcoli esatti e non solo approssimati come erano quelli che si ottenevano in precedenza. Una seconda caratteristica della M-teoria è quella di contenere, oltre a strutture unidimensionali di cui si è detto, anche altri elementi che si possono estendere in più dimensioni: nell’insieme questi oggetti vengono definiti brane (termine ricavato da mem-brane). Usando questa nuova e originale terminologia le stringhe sono chiamate 1-brane, le 2-brane sono membrane ovvero superfici bidimensionali, ma esistono anche masserelle tridimensionali (tribrane) e altri oggetti a più dimensioni tutti in frenetica e incessante vibrazione. A causa della presenza di oggetti più estesi delle stringhe, l’M-teoria viene anche detta “teoria delle membrane”, ma a questo punto i più maliziosi assegnano alla lettera M della teoria il significato di “mistero”.
  
3. LA TEORIA SPIEGA L’ORIGINE DELL’UNIVERSO
    Uno dei problemi che da sempre assilla la mente dell’uomo è quello relativo all’origine dell’Universo. La teoria scientifica attualmente più accreditata, quella del big bang, afferma che l’Universo, nei primi istanti della sua esistenza era di dimensioni incredibilmente esigue ma contemporaneamente estremamente denso e caldo. Per analizzare in termini scientifici condizioni così estreme sarebbe necessario disporre di una teoria quantistica delle gravità; ma, come abbiamo visto, una tale teoria non esiste. Per questo motivo il cosiddetto Modello cosmologico standard è costretto a descrivere l’evoluzione dell’Universo a partire da una particella elementare di dimensioni minime presente al tempo t=10-43 secondi dall’inizio (detto tempo di Planck).
    In realtà, estrapolando all’indietro le equazioni della relatività generale si osserva che l’Universo diventa sempre più piccolo e contemporaneamente sempre più caldo e più denso fino a scomparire del tutto quando si raggiunge il tempo zero, mentre temperatura e densità in quello stesso istante assumono valori infiniti. Ovviamente queste conclusioni lasciano gli astrofisici fondamentalmente insoddisfatti e perplessi.
    Ora, la teoria delle superstringhe sembra poter risolvere queste contraddizioni e dare una risposta più precisa e convincente al problema relativo all’origine dell’Universo anche se per la verità la strada da percorrere non solo è lunga, ma anche accidentata. La modifica più sostanziale che la nuova teoria apporta al Modello cosmologico standard è quella riguardante le dimensioni che avrebbe assunto l’Universo all’inizio dei tempi: esse non avrebbero potuto ridursi al di sotto di un valore minimo. La teoria delle superstringhe in altre parole non prevede la cosiddetta Singolarità cioè il fatto che l’Universo possa ridursi fino ad assumere dimensioni nulle. L’altro aspetto fondamentale della teoria è quello relativo alle dimensioni che non sono più quattro (come previsto dal Modello standard) ma ben undici e ciò comporta la necessità di seguire l’evoluzione nel tempo di tutte quante queste dimensioni.
     Proprio qualora si segua l’evoluzione delle molteplici dimensioni dell’Universo utilizzando le equazioni contenute nella teoria delle superstringhe si osserva che quando queste scendono al di sotto della lunghezza di Planck, anziché diminuire ulteriormente, riprendono a crescere e la temperatura segue di pari passo la variazione delle dimensioni dell’Universo: ovvero, raggiunto un valore massimo, essa inizia a diminuire.  
     Sulla base dei risultati cui conduce la teoria delle stringhe sono stati elaborati alcuni nuovi modelli cosmologici uno dei quali prevede l’esistenza di un Universo ciclico senza un inizio nel tempo e senza una fine, in un alternarsi ininterrotto di contrazioni e di espansioni. Esso sarebbe confinato entro due membrane tridimensionali (possiamo immaginare due spessi cartoncini identici piatti e paralleli) che evolvono nel tempo (cioè nella quarta dimensione) e fluttuano in una quinta dimensione entro la quale si fa sentire la forza di gravità mentre le altre sei, al solito, sarebbero piccole e arrotolate entro la trama spaziale. Le particelle che stanno all’interno delle due membrane evolverebbero in modo indipendente ma potrebbero anche interagire attraverso la particella mediatrice della forza di gravità, il gravitone, il quale oltre che agire all’interno della brana potrebbe passare da un Universo all’altro movendosi a spirale intorno ad una delle tante dimensioni extra. Le particelle di una delle due membrane si comporterebbero come materia oscura per l’altra; inoltre, l’energia oscura (una forma supplementare di materia ignota) che nel modello standard non trovava giustificazione teorica, nel nuovo modello presenta un ruolo fondamentale nel guidare l’espansione accelerata a cui l’Universo sembra essere soggetto.
     Le due membrane possono anche collidere l’una con l’altra alla conclusione della lunga fase di avvicinamento ma subito dopo rimbalzerebbero e si allontanerebbero per ritornare successivamente ad avvicinarsi in un processo senza fine.
     Il problema è ora quello di verificare se il modello si adatta bene alla realtà ma la cosa non sembra semplice anche perché il modello stesso si poggia su teorie che a loro volta necessitano di verifiche sperimentali. Per studiare le superstringhe in laboratorio sarebbe necessario disporre di energie alcuni miliardi di miliardi di volte maggiori di quelle attuali, per creare le quali si dovrebbe costruire un sincrotrone grande quanto la Galassia. 

Preso dal sito:


martedì 6 marzo 2012





2012: ODISSEA DELLA MENTE
nell'immaginario collettivo dell'umanità


di Vittorio Marchi





“L’uomo è disposto a credere a tutto pur di non scoprire se stesso”

Di periodi omologabili al 2012 l’uomo ha parlato nei secoli e nei millenni in diverse occasioni.

In tutte queste circostanze l’uomo ha vissuto l’incubo della Grande Paura.

Basti ricordare il terrore della gente prodotto dalla profezia, presa come spunto dall’Apocalisse di Giovanni, dell’Anno Mille e non più Mille.

Per non parlare poi dello stesso grande timore, che in seguito si riprodusse puntualmente nella mente degli uomini nell’anno 1033 e che poi ebbe a ripetersi di nuovo nel 1133 fino ad arrivare alla V grande età, iniziata nel 3133 a.C. come annunciato dal Calendario Maya, e che terminerà nel fatidico 2012, dopo la penultima IV età, conclusasi tragicamente con il diluvio universale.
Siamo all’inizio o ad una presunta, fittizia fine del mondo un’altra volta? O siamo di fronte ad uno immaginario collettivo connaturato alla memoria storica dell’essere umano che ciclicamente a determinati intervalli di tempo e di epoche passate e presenti non può fare a meno di riemergere dalla radice di un suo “Io” profondo?

La domanda rimasta inevasa dalla notte dei tempi ha bisogno di una parola ultima.

Le profezie bibliche o gli annunci dei Maya delle 5 grandi età della Terra non sono eventi precognitivi, ma l’espressione di paure ricorrenti dell’umanità.

Fino ad ora sono state tutte disattese ed il 2012 non segnerà la fine “del” mondo, la fine di “un” mondo. La fine di un mondo infettato dal virus dell’illusione e contaminato dal baco dell’utopia nel quale noi tutti viviamo ormai da millenni e l’inizio di un mondo di segno opposto. Quindi la fine di un arcaico e obsoleto modo di pensare, e la nascita di un nuovo stile di vita.

Se tutti lo vorremo, questo mondo nuovo verrà veramente alla “luce”. Una “Luce” in una dimensione nuova di vita che si sta preparando e al cui avvento tutti in un modo o nell’altro volenti o nolenti, siamo chiamati a cooperare.
Correre dietro ad una data precisa, come quella del 21 dicembre del 2012, così come viene fissata dal calendario dei Maya, risalente a circa 18.000 anni fa, può essere un esercizio affascinante, ma rimane pur sempre un innocente atto di fede per decretare una fine dei tempi  o una notte apocalittica.

I Maya non potevano sapere che Papa Gregorio XIII avrebbe deciso nel 1582 di modificare il preesistente calendario giuliano con una correzione del calendario che comportava la soppressione di 10 giorni, passando dalla data del 4 ottobre 1582 alla data del 15 ottobre 1582.
Essi erano dei grandi astronomi, questo sì. Il codice di Dresda risalente all’XI/XII secolo lo dimostra inconfutabilmente.

Infatti i calendari Maya parlano di un periodo di assenza di tempo, un tempo acronimo, in cui il vecchio tempo veniva sostituito da quello nuovo. Secondo i Maya il tutto sarebbe incominciato nel luglio del 1982 ed avrebbe condotto al cambiamento del 2012.

Ed effettivamente, questo è riscontrato dal servizio geologico degli USA. Clima, frequenze, pulsazioni, riscaldamento terrestre e svolte energetiche delle Terra incominciano a mutare in maniera considerevole proprio a partire dagli anni ottanta.
Ma tutta quanta questa materia va analizzata nel quadro di eventi astronomici in cui sono coinvolti ed interessati addirittura l’intero sistema solare e la galassia di cui facciamo parte e non vanno quindi sofferti come prossime venture distruzioni apocalittiche del pianeta.

Esiste un grande ciclo che governa questo processo di trasformazione e che dura 25.920 anni.
Si tratta dell’anno cosmico che si sviluppa attraverso passaggi particolari che avvengono ogni 2160 anni (25.020/12) ciascuno dei quali corrisponde ad un mese cosmico e che coincidono con quei periodi che noi chiamiamo ere.

La Terra in questo momento si trova in una fase di transizione, cioè di passaggio dall’Era dei Pesci, iniziata circa 150 anni a.c. a quella dell’Acquario che si preannuncia (a conti fatti circa la durata del mese cosmico) intorno al 2012 d.c. tra qualche anno.

Contemporaneamente si assiste ad un suo passaggio attraverso lo strato fotone, laddove per la prima volta dopo 25.920 anni il Sole coinciderà con il punto di intersezione della Via Lattea con il piano dell’eclittica.
Il Cosmo a questo punto avrà completato le sue 25.920 respirazioni nell’arco di un anno cosmico, esattamente come l’uomo che, trovandosi a vivere su una scale di tempi geologici molto più ridotta, ancora oggi si trova a compiere le stesse respirazioni nel tempo di un giorno terrestre (18 respirazioni al minuto, 1080 in un’ora, e 25.920 in 24 ore).

Ci sono notizie da parte dei rapporti scientifici che giungono dagli Stati Uniti che dicono che in virtù di questa situazione astronomica, la rotazione terrestre sta subendo un rapido rallentamento (stop), la sua temperatura sta aumentando (global worming) il suo magnetismo va diminuendo sensibilmente* (global dimming) fino ad azzerarsi (Punto Zero) mentre il suo campo di frequenze (SR= risonanza di Schumann) sta aumentando dai 7,8 cps degli anni 80, che si credeva costante (e su cui sembrava che la Terra si fosse assestata per millenni) agli attuali 11,3 cps.

Dai monitoraggi eseguiti in alcuni centri specializzati d’America, pare che le frequenze della Terra siano addirittura aumentate di una ottava.
Intorno ai 13 cps si preannuncerebbe un fenomeno di inversione polare magnetica. Studi di laboratorio rivelano che esiste un precursore di inversioni polari magnetiche che già avrebbe determinato tale reversal per ben due volte nel giro degli ultimi 4,5 milioni di anni.

I biologi assicurano che man mano che ci avviciniamo al Punto Zero il nostro sistema cellulare cambia. Cambia il nostro DNA e si crea un corpo più leggero.

Ciò perché per effetto di questo allineamento della Via Lattea con il centro della galassia, questa singolarità sembra favorire l’afflusso dell’energia cosmica verso la Terra, determinando nei terrestri, in virtù di questo afflusso, una crescita ad un più alto livello di energia vibrazionale. Ciò che si traduce in un più alto livello di coscienza individuale e di massa.

In più, questo passaggio della Terra attraverso lo strato o cintura fotonica fa si che questa affluenza energetica non influisca solo all’esterno della materia nucleare, bensì anche all’interno.

Si tratta di una particolare energia di luce prodotta da un aumento quantico di energia di fotoni (un processo impropriamente detto salto, data la natura continua della sua espansione) in grado di passare da una vecchia banda di energia a spin inferiore (spin down) ad una nuova a spin superiore (spin up).
Contestualmente si fa qui riferimento ad una banda di una energia ricca di fotoni non ordinari (quelli per intendersi che possono trasmettere solo le immagini) ma di fotoni pesanti Z°, portatori del messaggio, dell’informazione.

Il che significa che la luce EM (elettromagnetica), che trasmette le immagini visibili, sta dunque cambiando per lasciare il posto ad un altro tipo di luce  invisibile, pertanto della oscura, (ED, elettrodebole) che fa parte del campo informazionale (non locale).
La sua influenza sulla natura e sulla struttura della materia è straordinaria, ma l’azione più straordinaria è quella che essa esercita sull’uomo (lo muove e commuove, agendo nella sfera delle sue immisurabili emozioni).


* A detta del prof. Bannerijee dell’Università del Nuovo Messico, il campo magnetico terrestra ha perso fino alla metà della sua intensità negli ultimi 4000 anni.

** Al punto zero la rotazione della Terra si arresterà per circa 3 giorni, come rivelano i documenti degli Hopi (popolazione Amerindina che vive nel Sud-Ovest degli USA, dopodichè essa prenderà a ruotare in senso opposto e il sole sorgerà ad ovest e tramonterà ad est.

Infatti l’aumento (salto?) quantico interno di tale campo di energia accresce lo spin (la rotazione quarkica che si verifica all’interno dei nucleoni dei nuclei atomici della materia organica che costituisce il corpo umano) e di conseguenza agisce sul livello della coscienza individuale e parallelamente fa crescere la coscienza di massa.

Quando la luce elettromagnetica si ferma emerge lo stato oscuro (la luce debole pesante), l’altro dei due stati della luce (quello collegato come forza debole o campo debole della sfera delle emozioni, da emo = sangue, e azione = forza) e che ha per terminale di trasmissione della informazione i 100.000 miliardi di cellule (con i loro nucleoni) del corpo umano, comprese tra i 10.000 miliardi di neuroni ed un numero incalcolabile di ricettori organici, distribuito come una immensa rete internet in ogni parte e organo del corpo umano.

Molti si chiedono cosa ci sarà dopo il 2012, che ne sarà della nostra ulteriorità? E’ come chiedersi: cosa ci sarà dopo un cambio di stagione di un nostro anno terrestre? Che ne sarà della nostra vita? A giudicare dall’esperienza della nostra esistenza pare che non ci sia nulla di sconvolgente, se non un cambio di condizioni di sopravvivenza.

Ebbene dal punto di vista cognitivo, e non fisico questa volta, non sarà la stessa cosa? Ci sarà un salto di intelligenza per usare un termine che ha meno nemici e più affezionati. Dopo l’inverno e l’inferno dell’inconsapevolezza umana durato millenni si preannuncia la primavera di un risveglio evolutivo della coscienza.

Anche la sfera dello spirito ha le sue ragione.

Semmai ora la domanda è un’altra: ce la faranno i nostri eroi a scoprire la realtà che li sta plasmando e modellando in mezzo alla menzogna della civiltà in cui vivono, nella quale stentano a ritrovarsi per marciare uniti verso la loro naturale dimora, quella che li sta edificando?

Ce la faranno a rendersi conto che a causa del vederci doppio (come fanno gli ubriachi che non si vedono più una sola PERSONA , ma ne vedono due) si fa tanta fatica poi a liberarsi dalla doppiezza della vita per cui dopo si combatte, si odia, si incrimina, si discrimina, si sottomette, si ammorba, si distrugge, si contamina, si massacra, si lotta e ognuno litiga e se la prende con un Altro da lui che non esiste e che è solo una allucinata visione di se stesso?

Ce la faranno a vedere che il Dio di domani è UNO? E che Homo homini Deus? Ecco il messaggio informazionale del salto quantico che li attende! Altro che lo spaventoso salto nel buio del 2012!

Nel buio ci si salta quando pace amore, giustizia, fratellanza, solidarietà, libertà, uguaglianza (nella diversità), benessere, armonia sono tutti miraggi che per ora rappresentano una irraggiungibile araba fenice, perché per ora continuiamo a vederci doppio: Io e l’Altro e facciamo la stessa figura di un ubriaco allo specchio.

Specchio che, spettinati come siamo, noi per ora continuiamo a pettinare.

Vittorio Marchi








DA UN TESTO DI EVA PIERRAKOS


LE FORZE DELL’AMORE, DELL’EROS E DEL SESSO

Stasera vorrei discutere di tre particolari forze universali: la forza dell’amore per come si manifesta tra i sessi, la forza erotica e la forza sessuale. Si tratta di tre principi, o forze distinte che si manifestano in modo diverso di piano in piano, dal più alto al più basso.
L’umanità ha sempre fatto confusione tra questi tre principi. Di fatto, spesso si ignora che queste tre forze sono distinte ed esistono separatamente, né si conoscono le differenze reciproche. C’è così tanta confusione che sarà molto utile per i miei amici, sapere come stanno le cose in realtà.
La forza erotica è una delle più potenti forze esistenti è ha un’energia e un impatto tremendi. La sua funzione è di servire da ponte tra il sesso e l’amore, ma raramente è così. Una persona molto evoluta (spiritualmente matura – ndt), riesce a passare dall’esperienza erotica, che in se stessa è di breve durata, allo stato permanente del vero amore (il vero amore non può cessare – ndt). Tuttavia, il pur grande impatto della forza erotica è in grado di portare l’individuo solo fino ad un certo punto, e non oltre. Esso è destinato a dissolversi se la personalità non impara tutte le qualità e i requisiti necessari per amare veramente.
Solo quando si è imparato ad amare, la scintilla della forza erotica rimane viva, mentre da sola, senza l’amore, è destinata ad estinguersi. Questo, naturalmente, è il problema del matrimonio.
Poiché la maggior parte delle persone sono incapaci di amare veramente, sono anche incapaci di realizzare il matrimonio ideale (un matrimonio felice – ndt).
L’eros sembra, per molti versi, simile all’amore. Genera impulsi che altrimenti un essere umano non avrebbe: impulsi di altruismo ed affetto, che diversamente l’entità non sarebbe capace di provare. Ecco perché l’eros è così spesso confuso con l’amore. Ma l’eros è altrettanto spesso confuso con la sessualità, che, come l’eros, si manifesta come una forza impetuosa.
Ora, amici miei, vorrei mostrarvi qual’è il significato spirituale e lo scopo della forza erotica, particolarmente per quanto riguarda gli esseri umani. Senza l’eros, molte persone non potrebbero mai provare il sentimento di grande bellezza che è contenuto nel vero amore. Non ne farebbero mai esperienza (gusterebbero mai il sapore – ndt) e la forte aspirazione all’amore rimarrebbe sommersa nelle loro anime. La paura dell’amore rimarrebbe più forte del desiderio di amare.
L’eros è la cosa più vicina all’amore che l’individuo poco evoluto possa sperimentare. L’eros spinge l’anima a superare la sua pigrizia, ad uscire dalla mera mediocrità e dall’inerzia. Fa agire l’anima, la fa andare oltre se stessa. Quando questa forza viene percepita, anche le persone meno evolute divengono capaci di andare oltre i propri confini. Anche un criminale può provare temporaneamente sentimenti, almeno verso una persona, una tenerezza che non aveva mai provato prima. La persona più egoista avrà impulsi altruistici, almeno fintanto che dura l’eros. Le persone pigre usciranno dalla loro inerzia. L’individuo legato alla routine, senza sforzo se ne libera. La forza erotica innalzerà una persona stimolandola ad uscire dalla separazione, sia pure per un tempo limitato. L’eros fa pregustare all’anima il senso dell’unità e insegna alla psiche dominata dalla paura, a desiderarla. Un volta sperimentato l’eros, l’anima proverà meno soddisfazione nella pseudo-sicurezza della separazione. Persino un individuo del tutto egoista può essere capace, durante l’esperienza dell’eros, di fare un sacrificio. Così vedete, amici miei, l’eros fa in modo che le persone facciano cose che con altri mezzi non sono inclini a fare; cose che sono molto vicine all’amore. E’ dunque evidente il motivo per cui l’eros viene così spesso confuso con l’amore.
Ma allora, in che cosa differisce l’eros dall’amore? L’amore è uno stato permanente dell’anima. L’amore può esistere solo se ne sono state create le basi mediante un processo di sviluppo e purificazione. L’amore non può, come l’eros, andare e venire (l’amore è sempre un karma positivo; l’esperienza dell’eros può invece accadere come evento primo di una catena causa-effetto; in questo caso è esperienza, ma non karma – ndt). L’eros colpisce con forza improvvisa, spesso prendendo di sorpresa la persona, che talvolta è persino riluttante a farne esperienza. Solo se l’anima è preparata ad amare e ha costruito le basi per l’amore, l’eros può essere un ponte che porta all’amore tra un uomo e una donna. Dunque vedete quanto sia importante la forza dell’eros. Molti esseri umani, se non fossero colpiti dalla forza erotica e con questo non venissero gettati fuori dalla loro routine, non sarebbero mai pronti a ricercare e ad abbattere le proprie pareti di separazione. L’esperienza erotica rappresenta per l’anima un seme che le fa desiderare l’unità, che è la meta ultima del Piano di Salvezza. Fintanto che l’anima rimane separata, sarà destinata alla solitudine e all’infelicità. L’esperienza erotica mette in grado l’individuo di aspirare all’unione almeno con un altro essere umano. Negli alti piani spirituali, l’unione esiste tra tutti gli esseri – e dunque con Dio (Dio è il Tutto-Uno-Assoluto, la sintesi-fusione-trascendenza di tutto quanto esiste – ndt). Nella sfera terrestre, la forza erotica è un’energia che spinge all’unità, indipendentemente dal fatto che ne venga compreso o meno il reale significato.

E questo rimane vero anche quando dell’eros viene fatto cattivo uso, quando diventa un‘esperienza fine a se stessa, fino a che dura, e non per cercare l’amore. E quando avviene questo, esso si esaurisce, anche se i suoi effetti permangono nell’anima.
L’eros colpisce le persone improvvisamente, in certi periodi della loro vita, anche quando temono il rischio, in realtà illusorio, di avventurarsi oltre i confini della separazione. Le persone che temono le loro emozioni e la vita in sé, spesso faranno di tutto per evitare, inconsapevolmente e per ignoranza, la grande esperienza dell’unità. Sebbene questa paura esista in molti esseri umani, in effetti molto pochi sono quelli che non abbiano provato una qualche apertura nell’anima, quando sono stati toccati dall’eros.
Per l’anima dominata dalla paura che resiste, questa è un’esperienza molto utile, anche se può essere fonte di dolore e delusione, a causa di altri fattori psicologici. Inoltre, ci sono anche molte persone particolarmente emotive che anche se soffrono di altre paure, non temono questa particolare esperienza.
In effetti, la bellezza dell’eros costituisce per loro una grande tentazione e perciò ne vanno continuamente alla ricerca, e passano da una relazione all’altra, emotivamente immaturi per comprendere il profondo significato dell’Eros. Non sono disposti ad amare veramente, e usano la forza erotica solo per il loro piacere personale, e quando questa si esaurisce, cercano altrove. Si tratta di un abuso che non può continuare senza conseguenze negative. Una tale personalità dovrà prima o poi fare ammenda – anche se l’abuso è stato fatto per ignoranza. Allo stesso modo, la persona eccessivamente timorosa dovrà correggere questo suo tentativo di ingannare la vita che cerca di attuare evitando l’eros, che rappresenta per l’anima un rimedio indispensabile, se usato correttamente. La maggior parte degli individui di questa categoria ha nell’anima un punto debole dove l’eros può far breccia.
Ci sono anche individui che hanno costruito intorno alle loro anime un muro di paura e di orgoglio così rigido da impedire questa esperienza vitale, compromettendo il normale procedere della loro evoluzione. Questa paura può avere origine da un’esperienza traumatica legata all’eros avuta in una vita precedente, o forse l’anima ne ha abusato troppo, senza cercare di coltivare l’amore. In entrambi i casi, la persona potrebbe aver scelto di fare più attenzione. Se questa decisione è troppo rigida, ne risulta l’estremo opposto. Nella successiva incarnazione le circostanze vitali saranno scelte in maniera tale che ne risulti un maggiore equilibrio, privo di estremi. Ciò vale per tutti gli aspetti della personalità nelle incarnazioni future. Allo scopo di avvicinarsi a questa armonia il più possibile, deve essere raggiunto il giusto equilibrio tra ragione, emozione e volontà (vedi ‘Lezione n° 43 – I tre tipi fondamentali di personalità’ – ndt).
L’esperienza erotica spesso si mescola con il desiderio sessuale, ma non è detto che debba essere sempre  così. Queste tre forze – amore, eros e sesso – a volte si manifestano separatamente, mentre altre volte si presentano a coppia, per esempio eros e sesso, o eros e amore, se l’anima è già capace di amare, oppure sesso e una parvenza di amore. Solo nel caso ideale le tre forse sono tutte e tre presenti e armoniosamente bilanciate. Il sesso è la forza creativa ad ogni livello di esistenza. Nelle sfere più alte, è la stessa forza sessuale a creare la vita spirituale, le idee, i concetti e principi spirituali. Nei piani inferiori, la forza sessuale pura e non spiritualizzata crea la vita che corrisponde alla particolare sfera; cioè l’involucro esterno o veicolo (o corpo – ndt) per l’entità destinata a vivere in quella sfera.
La forza sessuale, presa singolarmente, è completamente egoista. Il sesso senza eros e senza amore è considerato animalesco. Il sesso allo stato puro esiste in tutte le creature viventi: animali, piante e minerali (le più elementari forme di vita sono i minerali; il minerale che cristallizza invia all’anima gruppo dello specifico tipo di cristallo le più elementari sensazioni – ndt). L’eros inizia ad esistere con lo stadio di evoluzione in cui l’anima si incarna come essere umano. E l’amore allo stato puro lo si trova nei regni spirituali più elevati. Questo non significa che negli esseri di maggiore evoluzione eros e sesso non esistano più, ma solo che le tre forze si mescolano in maniera armoniosa, si raffinano e diventano sempre meno egoistiche. E nemmeno intendo che un essere umano non debba aspirare a questa armoniosa unificazione.
In rari casi esiste per un tempo limitato solo l’eros, senza sesso e amore. E’ quello che generalmente viene chiamato ‘amore platonico.’ Ma in una persona normale, presto o tardi eros e sesso si uniranno. La forza sessuale, invece di essere soppressa, viene utilizzata dalla forza erotica ed entrambe fluiscono in una corrente unica. Quanto più le tre forze rimangono separate, tanto minore è lo stato di salute della personalità (inquinata dai moventi del sé inferiore – ndt).
Un’altra combinazione frequente, particolarmente in relazioni che si protraggono da lungo tempo, è la coesistenza di vero amore e sesso, ma senza eros. Sebbene l’amore non possa considerarsi perfetto a meno che non si mescolino tutte e tre le forze, in questo caso c’è un certo affetto, amicizia, tenerezza, mutuo rispetto e una relazione sessuale che è solo sessuale ma senza la scintilla erotica, estinta qualche tempo prima.
Quando manca l’eros, la relazione sessuale alla fine ne risente. E proprio questo è il problema della maggior parte dei matrimoni, amici miei. È difficile trovare un essere umano che sappia come mantenere viva la scintilla dell’eros nella relazione, quando comincia mano a mano a spegnersi a causa dell’abitudine e della familiarità. Probabilmente non inquadravate il problema nei termini delle tre forze, eppure sapete e intuite che nel vostro matrimonio muore qualcosa ; questo qualcosa è proprio l’eros. Vi ritrovate in un circolo vizioso e finite col pensare che il matrimonio è un progetto senza speranza. No, amici miei, non lo è, anche se ancora non riuscite a creare un’unione ideale.
Nella relazione d’amore ideale tra due persone tutte e tre le forze devono essere presenti.
Con l’amore non sembra che vi troviate in particolari difficoltà, visto che in genere non vi sposate se non avete in linea di principio, la volontà di amare. A questo punto non discuterò il caso limite in cui questo non si verifica. Voglio trattare della relazione dove, malgrado la scelta sia matura, il rapporto, con il tempo e l’abitudine, si esaurisce, perché l’eros misteriosamente si spegne. Per il sesso vale esattamente la stessa cosa. La forza sessuale è presente nella maggior parte degli esseri umani sani e comincia a diminuire – particolarmente nelle donne – solo quando l’eros svanisce. In questo caso a volte cominciate a cercare  altrove, perché senza l’eros la relazione sessuale finirà per risentirne.
Come riuscire a mantenere l’eros sempre vivo? Questo è il grande quesito, miei cari fratelli. L’eros rimane vivo solo se è usato come ponte per raggiungere il vero amore, nel senso più alto del termine. Come si realizza questo?
Guardiamo innanzitutto all’elemento principale della forza erotica. Quando la analizzate, scoprirete che questo elemento è l’avventura, il desiderio di conoscere l’anima del partner. Questo desiderio esiste in ogni spirito creato. Questa inerente forza vitale fa infine superare all’entità il suo stato di separazione. L’eros rafforza la curiosità di conoscere un altro essere. Fintanto che c’è qualcosa di nuovo da scoprire nell’altra anima e da rivelare nella vostra, l’eros continuerà a vivere. Nel momento che credete di aver scoperto tutto quello che c’è da scoprire, e di aver rivelato tutto ciò che c’è da rivelare, l’eros muore. Per quanto riguarda l’eros, non si tratta né più né meno che di questo. Il vostro grande errore è quello di credere che ci sia un limite alla capacità dell’anima, alla vostra o a quella degli altri, di rivelarsi. Nel momento in cui raggiungete un certo punto di reciproca conoscenza, in genere abbastanza superficiale, avete l’impressione che non ci sia più nulla da rivelare, e vivete placidamente, rinunciano ad ulteriori scoperte.
L’enorme impatto dell’eros vi ha portati fino a questo punto. Ma dopo questo punto, è la vostra deliberata volontà che deve indurvi a ricercare nelle profondità illimitate dell’altra persona e a rivelarvi e condividere la vostra stessa ricerca interiore, e che determina se avete usato l’eros come ponte per l’amore. Questo, a sua volta, è sempre determinato dalla vostra disponibilità ad imparare ad amare. Solo in questo modo manterrete la scintilla dell’eros nel vostro amore. Solo in questo modo continuerete a scoprire l’altro e a lasciarvi scoprire. Non esistono limiti a questa scoperte, poiché l’anima è eterna e senza limiti: un’intera vita non basterebbe per conoscerla. Non ci sarà mai il momento in cui potete dire di conoscere interamente l’altra anima, e nemmeno di esserne interamente conosciuti. L’anima è viva, e tutto ciò che è vivo non è mai statico. Ha sempre la capacità di rivelare ulteriori e più profondi livelli che già esistono (perché la realtà è in essere, non in divenire – ndt). L’anima è anche in costante cambiamento e movimento, come, per sua natura, avviene per tutto ciò che è spirituale. Lo spirito significa vita, e la vita è cambiamento. Poiché l’anima è spirito, essa non può mai essere conosciuta completamente. Se le persone fossero sagge, si renderebbero conto di questo e farebbero del matrimonio quel viaggio meraviglioso e avventuroso che dovrebbe essere, un viaggio che offre continuamente nuove prospettive, invece di accontentarsi di arrivare fino a dove l’eros può trasportarli. Voi dovreste usare questo trasporto iniziale dell’eros e poi continuare a procedere usando le vostre forze e la vostra volontà. In questo modo, l’eros può diventare vero amore all’interno del matrimonio.
L’idea spirituale del matrimonio è mettere l’anima in condizione di svelarsi, di cercare e di scoprire sempre nuovi aspetti dell’altra anima. Quanto più questo avviene, tanto più il matrimonio sarà felice, avrà radici stabili e sicure e tanto minore sarà il rischio che si esaurisca. A quel punto il matrimonio risponderà allo scopo spirituale per cui esiste.
In pratica, tuttavia, raramente il matrimonio è così. Si raggiunge un certo stato di familiarità e di consuetudine e si pensa di conoscere l’altro e non vi sovviene nemmeno l’idea che il partner non vi conosce completamente, può conoscere di voi solo certi aspetti, ma è tutto qui. La ricerca dell’altro essere, come pure per la scoperta di se stessi, richiede lavoro interiore e continua attenzione. Ma poiché le persone tendono molto spesso verso l’inerzia interiore, mentre usano l’iperattività esteriore come compensazione, finiscono per sentirsi irrequiete, attribuendo questa irrequietezza al fatto di conoscersi l’un l’altro completamente. E’ questa è la trappola. Nel peggiore dei casi, è l’inizio della fine, nel migliore è l’inizio di un tormentoso ed insoddisfacente compromesso. A questo punto la relazione si inaridisce. Non è più viva, anche se può avere alcuni aspetti molto piacevoli. L’abitudine è una forte tentazione, attirando l’individuo verso la pigrizia e l’inerzia, con la prospettiva di non doversi più impegnare nel lavoro esteriore ed interiore.
Quando due persone realizzano una relazione solo apparentemente soddisfacente, con il passare degli anni possono avvenire due cose. La prima è che uno o entrambi i partner diventino palesemente e consapevolmente insoddisfatti. L’anima infatti desidera progredire, scoprire ed essere scoperta, in modo tale da annullare la separazione, indipendentemente da quanto l’altra parte della personalità tema l’unione e preferisca l’inerzia. Questa insoddisfazione è sia conscia – quantunque in molti casi se ne ignori la ragione reale – o inconscia. In entrambi i casi, l’insoddisfazione diventa più forte della tentazione rappresentata dall’inerzia e dall’indolenza. A quel punto il matrimonio giunge alla fine e uno o entrambi i partner si illude che con un nuovo compagno le cose saranno diverse, in particolare se l’eros ha colpito di nuovo. Fintanto che questo principio non è compreso, una persona può passare da un partner all’altro, alimentando i suoi sentimenti solo fino a che è attivo l’eros.
La seconda possibilità è che la tentazione della pace, pur apparente, sia più forte. Allora i partner possono rimanere insieme e possono certamente avere in comune esperienze costruttive, ma un profondo senso di insoddisfazione serpeggerà sempre nelle loro anime. Poiché gli uomini sono per natura più attivi e avventurosi, essi tendono ad essere poligami e sono attratti dall’infedeltà più delle donne. E dunque potete anche capire quale sia la ragione dell’inclinazione dell’uomo al tradimento. Le donne tendono generalmente ad una maggiore passività e sono perciò meglio predisposte al compromesso. Ecco perché tendono ad essere monogame. Naturalmente, non mancano eccezioni in entrambi i sessi. Una tale infedeltà è spesso egualmente un problema sia per chi l’agisce che per chi la “subisce’. Nessuno dei due partner riesce a capire cosa succede e la persona infedele può soffrire esattamente quanto il partner tradito.
Se prevale il compromesso, entrambi i partner stagnano, almeno in questo aspetto fondamentale dello sviluppo dell’anima. Essi trovano rifugio nella consueta comodità della loro relazione e possono perfino pretendere di essere felici, e questo per certi versi, può anche essere vero.
Il vantaggio costituito dall’amicizia, dalla reciproca compagnia, dal mutuo rispetto e da una piacevole e tranquilla vita in comune, bilanciano l’irrequietezza dell’anima, e i partner possono essere disciplinati al punto da rimanere fedeli l’uno all’altra. Eppure manca loro un elemento del rapporto: il reciproco rivelarsi da anima ad anima.
Solo quando due persone lo fanno, possono purificarsi insieme e perciò aiutarsi l’un l’altra. Due anime evolute, che hanno nell’inconscio il concetto di purificazione, sebbene possano ignorare l’esatta sequenza di questi insegnamenti, possono ancora appagarsi l’un l’altra svelandosi reciprocamente e indagando le profondità delle loro anime. Così facendo emergerà nella mente conscia ciò che ogni anima possiede, e avrà luogo la purificazione, in questo modo la scintilla vitale dell’eros sarà mantenuta viva, impedendo che la relazione ristagni e finisca in un vicolo cieco. Per voi che siete su questo sentiero, e che seguite i vari passi di questi insegnamenti, sarà più facile superare le insidie e i pericoli della relazione matrimoniale e porre rimedio ai danni che eventualmente si sono già verificati.
In questo modo, miei cari amici, non solo manterrete vivo l’eros, con la sua vibrante forza vitale, ma lo trasformerete anche in amore vero. Solo quando eros e amore si fondono, potete scoprire nel vostro partner nuovi livelli dell’essere che ancora non avevate percepito. E anche voi vi purificherete mettendo da parte il vostro orgoglio e svelandovi come realmente siete. La vostra relazione sarà sempre nuova, indipendentemente da quanto già pensiate di conoscervi l’un l’altra. Tutte le maschere devono cadere, non solo quelle superficiali, ma anche la più profonda, della quale potete addirittura non essere consapevoli. A quel punto il vostro amore rimarrà vivo. Non sarà mai statico, non stagnerà mai. Non dovrete mai cercare altrove. C’è così tanto da vedere e scoprire nel mondo di quest’anima che avete scelto, e che continuate a rispettare, anche quando la scintilla di eros che vi fece unire, pare essersi spenta. Non dovrete mai temere di perdere l’amore del vostro amato; questa paura sarà giustificata solo se vi rifiutate di correre il rischio di svelarvi l’uno all’altra. Questo, amici miei, è il matrimonio nel suo vero senso e il solo modo per divenire la fonte di gioia che dovrebbe essere (la gloria, nel linguaggio tradizionale, significa gioia piena e totale, da non confondere con la gloria terrena! – ndt).
Tutti voi dovreste riflettere sulla vostra paura di lasciare le quattro pareti entro cui vi siete isolati. Alcuni dei miei amici sono inconsapevoli del fatto che rimanere isolati è un desiderio (una scelta – ndt) quasi conscio. Molti di voi desiderano sposarsi sia perché una parte di voi veramente lo vuole, sia perché non volete rimanere da soli. Per spiegare il profondo bisogno della vostra anima, potete addurre motivazioni molto superficiali e vacue. Ma a parte questo desiderio insoddisfatto (di una relazione – ndt) e i motivi superficiali ed egoistici, esiste in voi anche un rifiuto di rischiare il viaggio e l’avventura di rivelare voi stessi. Una parte importante della vostra vita rimane ancora da compiere, se non in questa, in una vita futura.
Se siete soli, con questa conoscenza e verità, potete porre rimedio al male che avete fatto alla vostra stessa anima, coltivando nel vostro inconscio dei malintesi.
Potete scoprire la vostra paura di intraprendere la grande avventura di condividere la vita con un’altra persona, il che potrebbe spiegare perché siete soli.

Se comprendete questo processo, esso vi sarà utile, e prima o poi anche le vostre emozioni cambieranno in modo da trasformare anche la vostra vita. Questo dipende da voi. Chi non è disposto qui a correre dei rischi non può aver successo nella più grande avventura che l’umanità conosca – il matrimonio.
Solo quando andate incontro all’amore, alla vita e all’altro con questa disponibilità, sarete capaci di fare il più grande dono alla persona che amate, vale a dire il vostro vero sé. E a quel punto inevitabilmente ricevere lo stesso dono dalla persona che amate. Ma per fare questo, è necessaria una certa maturità emotiva e spirituale. Se questa maturità è presente, sceglierete intuitivamente il partner giusto, una persona che ha, nell’essenza, la stessa maturità e disponibilità ad intraprendere questo viaggio. La scelta di un partner che non ha questa disponibilità deriva dal fatto che voi, inconsciamente, avete paura di un tale viaggio. Magneticamente attraete persone e situazioni che corrispondono ai vostri desideri e alle vostre paure inconsce. Questo lo sapete già.
L’umanità, nel complesso, è molto lontana da questo ideale (la comunicazione è del 1959; attualmente – 2008 – l’umanità ha fatto grandi passi avanti ed avanza sempre più verso quelle mete evolutive che, senza dubbio, otterrà – ndt), ma questo non cambia l’idea o l’ideale. Nel frattempo dovete imparare a trarne il meglio che potete, tenendo presente l’ideale stesso. E voi che siete così fortunati (ma anche la ‘fortuna’ risponde ad una legge di giustizia ed amore, e di scelta personale – ndt) da essere su questo sentiero, potete imparare molto in qualsiasi situazione vi trovate, se non altro per capire perché non riuscite a realizzare quella felicità che pure desiderate profondamente. Riuscire a fare questo è già un grande passo avanti e vi metterà in condizione, in questa vita o in quelle future, di giungere più vicini alla realizzazione di questo ideale.
Qualunque sia la vostra situazione, sia che abbiate un partner o meno, cercate nel vostro cuore e lì troverete la risposta al vostro conflitto. La risposta deve venire dal di dentro, e molto probabilmente sarà collegata alla vostra paura, alla mancanza di volontà e al rifiuto di riconoscere come stanno veramente le cose. Mettetevi alla ricerca e troverete le risposte. Comprendete che lo scopo di Dio nella relazione d’amore è la completa, reciproca apertura delle anime, e non solo una rivelazione parziale.
La rivelazione fisica è facile per molti. Entro certi limiti condividete le emozioni – almeno fino a dove vi porta l’eros. Ma a quel punto chiudete la porta, ed è il momento in cui cominciano i problemi.
Molti non sono disposti a svelare nulla, e preferiscono rimanere soli e distanti.
Non sperimenteranno l’esperienza di svelare se stessi e di trovare l’anima dell’altra persona. Cercano di evitarlo in tutti i modi possibili. 
Miei cari fratelli, ancora una volta dico: comprendete quanto sia importante nella vostra sfera il principio dell’eros. Esso è un aiuto (offerto dalla natura – ndt) per coloro che altrimenti non sarebbero disposti ad affrontare l’esperienza dell’amore. E’ quello che chiamate ‘innamorarsi,’ o ‘avventura sentimentale’, questo è l’eros, grazie al quale l’individuo ha un’idea di come potrebbe essere l’amore ideale. Come ho detto prima, molti usano questo sentimento di felicità irresponsabilmente ed egoisticamente, non riuscendo mai a trasformarlo in vero amore. Il vero amore richiede dalle persone molto di più, spiritualmente parlando. Se queste non onorano la sua richiesta, impediranno all’anima di raggiungere la meta. Gli estremi sono sempre sbagliati a livello sentimentale, sia quello di andare a caccia della preda, che quello in cui nemmeno la potente forza dell’eros riesce a penetrare una porta resa inaccessibile. Ma per la maggior parte, quando la porta non è così ermeticamente chiusa, in certe fasi della vostra vita l’eros può sorprendervi. Se a quel punto saprete usare l’eros come ponte verso l’amore, dipende tutto da voi. Dipende dalla vostra evoluzione, dalla vostra disponibilità, dal vostro coraggio, dall’umiltà e abilità di rivelarvi per come veramente siete.

C’è qualche domanda in relazione a questo argomento, miei cari amici?
DOMANDA: Sì. E’ così difficile per una donna parlare con un uomo. Gli uomini non rispondono quando si tenta di comunicare, quando si tocca il livello emotivo. Questo rende la cosa molto difficile.
RISPOSTA: Qui c’è un errore madornale, mia cara. Ma innanzitutto stabiliamo un fatto che deve essere ben chiaro. La donna è per natura più incline all’aspetto emotivo. L’uomo è per natura più incline all’aspetto spirituale o, ad un livello più basso, all’aspetto intellettuale. Con questo non voglio dire che l’uomo deve necessariamente essere quello che voi definite un intellettuale. Significa solo che generalmente le facoltà analitiche sono prevalenti negli uomini. A causa di ciò, rivelare le proprie emozioni è per un uomo molto difficile (anche la psicologia conferma che le donne tendono all’iperemotività, mentre gli uomini alla dissociazione emotiva – ndt). In questo la donna lo può aiutare. L’uomo aiuterà la donna in altri modi. L’errore che fate è di pensare che la rivelazione e l’incontro di anime avviene con la conversazione. Questo può costituire un sostegno temporaneo, può esserne un aspetto, o può essere semplicemente uno strumento, un mezzo per esprimere certi altri aspetti. Ma è tutto qui. Non è col parlare che ci si può rivelare vicendevolmente, sebbene anche questo ne possa essere parte integrante. E’ nell’esprimere l’essere (il sentire – ndt) che si crea questo atteggiamento di base. E’ la donna che è più forte dal punto di vista emotivo. Lei ha generalmente più coraggio di affrontare il rivelarsi delle anime ed è più capace di toccare il nucleo più profondo del desiderio che risiede anche nell’uomo. Se sa usare la sua intuizione e raggiungere il suo compagno in questo punto, egli, se è maturo, risponderà. Non può che rispondere. E non è così importante se risponde occasionalmente, mediante una discussione o meno. Non si tratta di stabilire se una discussione verbale serva a raggiungere l’altra anima. Certamente, parlare ne fa parte, insieme a tutte le altre possibilità. Ma la capacità di parlare delle cose non è il fattore determinante. Prima di tutto deve essere creata la base interiore. A quel punto sarete abbastanza flessibili da usare tutte le facoltà che Dio vi ha dato. Scoprire ed incontrare l’altra anima significa entrare nello stato dell’essere interiore, le azioni esterne ne costituiscono solo la banale conseguenza, un semplice dettaglio che fa parte della manifestazione esteriore. E’ chiaro questo?
DOMANDA: Sì, è chiaro. E penso che sia meraviglioso. In altre parole è compito della donna scoprire l’altra anima?
RISPOSTA: Può spesso succedere che sia più facile per la donna fare i primi passi dopo che l’eros ha perso l’impulso iniziale. Entrambi i partner devono essere fondamentalmente disposti a condividere insieme questo viaggio. Come ho detto prima, la donna trova in genere più facile rivelarsi, esternare le sue emozioni. La donna matura seriamente intenzionata ad intraprendere l’avventura del vero matrimonio, avrà il maturo e sano istinto di trovare il giusto partner. Lo stesso vale per l’uomo, naturalmente.
Una volta che questa volontà esiste in entrambi, non è importante chi abbia maggiore iniziativa. Non fa alcuna differenza chi comincia. Spesso può essere la donna, ma a volte può anche essere l’uomo. Chiunque cominci, giungerà il momento in cui l’altro partner guiderà e aiuterà a sua volta. Una relazione viva, sana e flessibile, deve avere fasi alternanti e mutevoli. In ogni momento, chiunque sia più forte, il leader, sosterrà la liberazione dell’altro partner. Perché questo svelamento dell’anima rappresenta una liberazione – liberare l’altra anima dalla prigione dell’isolamento e liberare l’essere interiore. Questa prigione può persino sembrare comoda se è molto tempo che ci si vive e ci si è ristagnati. L’individuo non deve attendere l’iniziativa del partner. Inizierà chi è più maturo e coraggioso in quel momento, e questo farà sì che l’altro maturi a sua volta, potendolo persino superare. In questo modo chi aiuta sarà l’aiutato, chi libera sarà liberato.

DOMANDA: Quando parli dell’aprirsi di un’anima ad un’altra, intendi dire che questo è lo stesso processo, ad un livello superiore, quando l’anima si rivela a Dio?
RISPOSTA: E’ la stessa cosa. Ma prima che possiate veramente aprirvi a Dio, dovete imparare a rivelarvi ad un altro essere umano. Di fatto, quando fate questo, vi rivelate anche a Dio. Molte persone vogliono iniziare ad aprirsi direttamente a Dio. Ma in effetti, nella profondità del loro cuore, una tale rivelazione è solo uno stratagemma, in quanto è un modo astratto e remoto.
Nessun altro può vedere questa loro apertura, e in tal modo rimangono soli. Non fanno una cosa che appare loro rischiosa, che richiede così tanta umiltà e che dunque minaccia di essere umiliante. Rivelando voi stessi ad un altro essere umano voi fate molto di più che non rivelarvi a Dio, che, vada come vada, vi conosce già, e dunque non ha bisogno della vostra rivelazione. Quando andate incontro all’altra anima, voi obbedite al vostro destino. Quando trovate un’altra anima, è un’altra particella di Dio che scoprite, quando rivelate la vostra anima è una particella di Dio che rivelate, e date qualcosa di divino ad un’altra persona. Quando l’eros vi prende, vi innalza abbastanza in alto da farvi sentire e conoscere quella parte di voi che desidera così tanto questa esperienza, e che cosa veramente è il vostro sé superiore, che non vuole altro che rivelarsi. Senza l’eros, avvertite solamente gli indolenti strati esteriori.
Quando l’eros si avvicina, non evitatelo. Se comprendete il suo significato spirituale, saprete usarlo saggiamente. Allora Dio potrà guidarvi e mettervi nelle condizioni migliori per aiutare un altro essere e voi stessi sulla strada del vero amore, di cui la purificazione è un aspetto fondamentale. Sebbene in modo diverso da come avviene in questo sentiero, impegnarvi in una profonda relazione vi condurrà allo stesso tipo di purificazione.
DOMANDA: È possibile che un’anima sia talmente ricca da potersi rivelare contemporaneamente a più anime?
RISPOSTA: Caro amico, fai questa domanda per scherzo?
DOMANDA: No, sto domandando se la poligamia rientra nello schema della legge spirituale.
RISPOSTA: No, certamente no. E quando qualcuno pensa che la cosa possa rientrare entro lo schema dell’evoluzione spirituale, lo fa come stratagemma. In realtà sta cercando il partner giusto. La persona è troppo immatura per riuscire a trovare il giusto partner, o lo ha già, ma si fa trasportare altrove dall’energia dell’eros, senza voler mai innalzare quest’ultimo a livello del vero amore, che richiede sforzo e lavoro per oltrepassare la porta di cui ho parlato prima.
In casi come questi, la persona avventurosa è alla continua ricerca, per scoprire aspetti diversi di diverse persone, rivelando se stessa solo e sempre fino ad un certo punto e non oltre, o probabilmente rivela ogni volta (ad ogni nuovo partner – ndt) un altro aspetto della sua personalità, ma quando si avvicina al nucleo, la porta rimane chiusa (non riesce ad andare oltre – ndt). Allora l’eros svanisce e si inizia una nuova ricerca. Ogni volta è una delusione che può essere compresa solo alla luce di queste verità.
Anche l’istinto sessuale fa parte di questa grande avventura, ma se la relazione non è mantenuta ai livelli che qui ho descritto, la soddisfazione sessuale comincia a risentirne. E’, infatti, inevitabilmente di breve durata. Non c’è ricchezza nello svelare se stessi a molti partner, sia che rivelate ai nuovi partner sempre gli stessi aspetti, oppure, come ho detto, ne mostrate di nuovi. Più numerosi sono i partner con cui cercate di intrattenervi, e meno darete ad ognuno. Questo è inevitabile, né può essere in altro modo.

DOMANDA: Certe persone credono di poter reprimere la sessualità e l’eros e il bisogno di un partner, e vivere completamente per l’amore verso l’umanità. Credi che sia possibile che un uomo e una donna rinuncino a questa parte della loro vita?
RISPOSTA: E’ possibile, ma sicuramente non è né sano, né onesto. Forse c’è una persona su dieci milioni che può effettivamente avere un simile compito. Questo può essere possibile. Può rientrare nel karma di una particolare persona che è già molto evoluta, che ha già avuto la piena esperienza della relazione di coppia e che si incarna per una specifica missione. Ci possono anche essere debiti karmici che devono essere estinti. Nella maggior parte dei casi – e qui posso generalizzare con cognizione di causa – evitare una relazione non è sano, e si tratta di una fuga. Il vero motivo è la paura di amare, la paura delle esperienze della vita anche se la pavida rinuncia è razionalizzata come sacrificio. A tutti coloro che dovessero presentarmi un tale problema, direi: esaminate voi stessi. Andate più in là degli strati superficiali dei ragionamenti della vostra coscienza, e delle spiegazioni che date di solito al vostro atteggiamento. Cercate di scoprire se temete l’amore e la delusione. Non è più comodo vivere solo per se stessi e non avere difficoltà? Non è forse questo quello che pensate nel profondo di voi stessi, ciò che volete nascondere sotto altre ragioni? Il grandioso lavoro umanitario che volete compiere può avere anche come base una valida causa, ma pensate veramente che l’una cosa escluda l’altra? Non vi pare che potreste svolgere al meglio il grande compito che vi siete assunti se imparaste anche l’amore a livello personale?
Rispondendo con sincerità a tutte queste domande, sicuramente si arriverebbe a riconoscere che la propria è una fuga. L’amore e la realizzazione sentimentale tra un uomo e una donna è il destino naturale della maggior parte delle persone, perché da essi si possono imparare importanti lezioni, difficilmente conseguibili in altro modo. In più, formare nel matrimonio una relazione durevole e solida è la più grande vittoria che un essere umano possa conseguire, perché è una delle cose più difficili a realizzarsi, come potete vedere dall’esperienza del vostro mondo. Questa esperienza di vita porterà l’anima molto più vicino a Dio più di qualunque tiepida buona azione (le azioni poco sentite – ndt).
DOMANDA: Vorrei  porre una domanda in relazione a quella di prima. Il celibato è considerato da certe sette religiose come una condizione molto spiritualizzata. D’altro canto, la poligamia è invece prevista da altre religioni – i Mormoni, per esempio. Ho capito quello che hai detto, ma come giustifichi questi atteggiamenti da parte di persone che cercano l’unità con Dio?
RISPOSTA: L’impronta dell’errore umano si riscontra in ogni religione. In una certa religione l’errore può essere di un tipo, in un’altra di altro tipo. Qui, semplicemente, sei in presenza di due estremi (egualmente erronei – ndt). Quando nelle varie religioni nascono tali dogmi o regole, sia che si tratti di un estremo o di quello opposto, si tratta sempre di una razionalizzazione e uno stratagemma a cui ricorre costantemente l’anima individuale. E’ un tentativo di mascherare con moventi buoni le correnti timorose ed egoistiche (che si oppongono alla crescita armoniosa dell’individuo – ndt).
È diffusa la credenza che tutto ciò che riguarda la sessualità sia peccaminoso. L’istinto sessuale sorge nel bambino piccolo. Più la creatura è immatura più la sessualità è distinta dall’amore, e perciò è più egoistica. Qualunque cosa fatta senza amore è ‘peccaminosa,’ se volete usare questa parola.
Tutto ciò che è fatto con amore non è mai sbagliato – o “peccaminoso”.
Non c’è forza, o principio o idea che sia in sé peccaminosa – che si tratti di sesso o di qualunque altra cosa.
Nel bambino, che è ovviamente immaturo, l’impulso sessuale all’inizio si manifesterà in maniera egoistica. Solo se e quando la personalità nel suo complesso crescerà e maturerà in maniera armoniosa il sesso si integrerà con l’amore. Per ignoranza, l’umanità ha a lungo creduto che il sesso come tale sia peccaminoso. E’ stato tenuto nascosto, e dunque questa parte della personalità non è potuta maturare. Ciò che è nascosto non può crescere; questo lo sapete, perciò, anche tra molti adulti, il sesso rimane immaturo e distinto dall’amore. E questo, a sua volta, conduce l’umanità a credere sempre di più che il sesso sia peccato e che la persona veramente spirituale debba astenersene. Ecco che prende vita uno di quei circoli viziosi di cui vi ho parlato. A causa della credenza che il sesso sia peccato, l’istinto sessuale non può maturare ed integrarsi con la forza dell’amore. Di conseguenza il sesso è spesso effettivamente egoistico, separato dall’amore ed animalesco. Se solo le persone comprendessero, come di fatto sta avvenendo, che l’istinto sessuale è un dono di Dio e una cosa naturale né più né meno come ogni altra forza universale, esse interromperebbero il circolo vizioso, permettendo al sesso di maturare e di unirsi all’amore, e all’eros.
In esseri umani il sesso è completamente separato dall’amore! Queste persone, non solo hanno rimorsi di coscienza quando si manifesta la spinta sessuale, ma si scoprono persino incapaci di gestire gli impulsi sessuali con la persona che amano effettivamente. Questo in certa misura accade molto spesso, anche se sembra essere un caso estremo. A causa di queste condizioni distorte e di questo circolo vizioso, l’umanità ha finito per credere che quando si risponde al bisogno sessuale non si può trovare Dio. Questo e’ completamente sbagliato; non si può sopprimere qualcosa di vivo. Si può solo nasconderla ma troverà altri modi di emergere che potranno essere molto più dannosi. Solo in casi estremamente rari la forza sessuale si sublima in maniera tale che questa energia creativa si manifesta in altre aree.
La sublimazione nel suo vero senso non può mai avvenire se sono implicati la paura e il rifiuto, come si verifica con la maggior parte degli esseri umani. Ho risposto alla tua domanda?
DOMANDA: Perfettamente, grazie.
DOMANDA: Se due giovani si innamorano e si sposano pur non essendo fatti l’uno per l’altra e non si capiscono, è possibile che nonostante tutto riescano ad andare d’accordo e ne risulti un matrimonio riuscito?
RISPOSTA: Se entrambi sono disposti ad imparare ad amarsi reciprocamente e a maturare insieme. Anche se fu fatta una scelta immatura, può ancora essere trasformata in un matrimonio riuscito, ma solo se entrambi sono ben disposti e con le idee chiare riguardo al significato spirituale del matrimonio. Se entrambi mancano della volontà e del senso di responsabilità a questo riguardo, non avranno il desiderio di continuare una tale avventura insieme.
DOMANDA: Come si inserisce l’amicizia sotto questo profilo?
RISPOSTA: L’amicizia è amore fraterno, e questa può esistere anche tra uomo e donna. L’eros potrebbe volersi insinuare, ma la ragione e la volontà possono comunque stabilire quale corso le emozioni debbano seguire. La discrezione e un sano equilibrio tra ragione, emozione e volontà sono necessarie ad evitare che i sentimenti prendano direzioni inopportune.
DOMANDA: Il divorzio va contro la legge spirituale?
RISPOSTA: Non necessariamente. Noi non abbiamo regole così fisse (nel mondo interiore, spirituale – ndt). Ci sono casi in cui il divorzio non è che una comoda via di fuga, una semplice scappatoia. Ce ne sono altri in cui il divorzio è auspicabile perché la scelta di sposarsi era stata presa con immaturità, ed entrambi i partner non desiderano assumersi la responsabilità del matrimonio inteso nel suo vero senso (cioè di crescere insieme – ndt). Se questo desiderio non è presente – o solo in uno di essi – è preferibile separarsi che portare avanti un matrimonio di facciata. Se entrambi i partner non sono disposti a compiere questa avventura insieme, è meglio dare un taglio netto, piuttosto che lasciare che uno dei due ritardi la crescita (spirituale – ndt) dell’altro. Questo, naturalmente, accade. E’ meglio porre termine ad un fraintendimento, piuttosto che perpetuarlo indefinitivamente, senza riuscire a trovarvi rimedio.
Non si dovrebbe, tuttavia, divorziare con leggerezza. Anche se il matrimonio è stato un errore e non funziona, si dovrebbero sempre ed innanzitutto cercare le cause di tale situazione, e fare il possibile per eliminarle. Poiché le cause sono dovute ad errori interiori, i due partner possono cercare di farne tesoro, se entrambi lo desiderano veramente. Chiunque può imparare dai propri errori passati e presenti. Dire in modo generale che il divorzio è in ogni caso sbagliato è altrettanto errato del dire che è sempre corretto. Le persone dovrebbero fare del loro meglio (per non separarsi – ndt), anche nel caso in cui il matrimonio non risulti l’esperienza ideale che ho discusso stasera. Poche persone sono pronte ed abbastanza mature da saper salvare un matrimonio, ma potete raggiungere questa maturità facendo tesoro dei vostri passati errori, e cercando di imparare da essi.
Miei carissimi amici, meditate attentamente su quello che ho detto. C’è molto da riflettere in ciò che ho detto, per ognuno di voi qui presenti e per tutti coloro che leggeranno le mie parole. Non c’è nessuno che non possa imparare qualcosa da esse.
Voglio chiudere questa lezione rassicurando tutti voi che noi nel mondo spirituale siamo profondamente grati a Dio per i vostri sforzi sinceri, per la crescita che ottenete. E’ per noi un’immensa gioia e felicità. E dunque, amici miei, abbiate di nuovo le benedizioni del Signore; possano i vostri cuori essere riempiti da questa meravigliosa forza che vi giunge dal mondo della luce e della verità. Andate in pace e in felicità, miei cari fratelli, ognuno di voi. Siate in pace!